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Sia ringraziato Dio nostro Padre Glorioso e creatore del Cielo e della Terra e di tutte le cose che sono in essi che Egli concesse [in virtù] della Sua Gloriosa Divinità. Egli fece tutte le cose per essere obbedito e fece tante cose di diversa efficacia per l’Umanità; Egli le ordinò soggette all'uomo, perché tutte le cose che sono commestibili di buona qualità [servissero] per il sostegno dell'uomo. E ha anche dato all'uomo intelligenza e abilità in diverse cose e Arti per mezzo delle quali noi possiamo viaggiare in questo Mondo per procurarci da vivere, per fare diverse cose per la Gloria di Dio e anche per nostra serenità e profitto. Le quali cose se io dovessi enumerare sarebbe troppo lungo da dire e scrivere.
Per cui le tralascerò, ma ve ne mostrerò alcune: cioè come e in quali modi la Scienza della Geometria cominciò e chi furono i creatori di essa e di altre Arti, come è rilevato nella Bibbia e in altre Storie. Io vi narrerò, come prima ho detto, come e in che modo questa degna scienza della Geometria cominciò.
Voi comprenderete che ci sono sette Scienze Liberali e perché sono chiamate in questo modo, sette da cui furono dapprima derivate tutte le Scienze e Arti del Mondo, e specialmente perché essa, la scienza della Geometria, è l'origine di tutte.
Quanto alla prima, che è chiamata il fondamento della scienza, è la Grammatica che insegna all'uomo a parlare e a scrivere in modo giusto. La seconda è la Retorica che insegna all'uomo a parlare decorosamente in modo giusto. La terza è la Dialettica ed essa insegna all'uomo a discernere il vero dal falso ed è comunemente chiamata Arte o [Filosofia]. La quarta è chiamata Aritmetica la quale insegna all'uomo l'Arte dei numeri per calcolare e fare conti di tutte le cose. La quinta è la Geometria che insegna all'uomo i limiti e le misure e la ponderazione dei pesi di tutte le Arti umane. La sesta è la Musica che insegna all'uomo l'Arte del canto in note di voce e d’organo, tromba, arpa, e di tutti gli altri strumenti.
La settima l'Astronomia che insegna all'uomo il corso del Sole e della Luna e delle altre Stelle e Pianeti del Cielo. Il nostro principale intento è di trattare del primo fondamento dell'eccellente scienza dellaGeometria e chi furono i fondatori di essa; come ho detto prima, ci sono sette Scienze Liberali, cioè sette scienze o Arti che sono libere in se stesse, le quali sette vivono soltanto per mezzo della Geometria.
Qui cominciano le costituzioni dell'arte
Della geometria secondo Euclide.
Chiunque saprà bene leggere e vedere
Potrà trovarle scritte nell'antico libro
Di grandi signori ed anche di signore
Che ebbero molti figli insieme, con certezza.
E non avevano rendite per mantenerli.
Né in città, né in campagna, né in boschi recinti;
Essi presero insieme una decisione
Di stabilire per la salvezza di questi fanciulli
Come essi potessero meglio sopportare la vita
Senza grandi malattie, affanni e lotte
E, principalmente, per la moltitudine dei figli
Che sarebbe venuta dopo la fine loro.
Essi li mandarono presso grandi maestri
Che insegnassero loro a bene operare.
E preghiamo loro, per amor di nostro Signore
Che sia dato ai nostri figli qualche lavoro
Che permetta loro di vivere
Bene e onestamente, in piena sicurezza.
In quel tempo, mediante buona geometria
Questa onesta arte di buona muratoria
Fu stabilita e fatta in questo modo:
Coll'imitare questi maestri, insieme
Alle preghiere di questi signori essi dimostrarono la geometria.
E dettero il nome di massoneria
All'arte più onesta di tutte.
Questi figli di signori si misero d'impegno
I. Concernente Dio e la religione
Un muratore è tenuto per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando loro le loro particolari opinioni; ossia essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Muratoria diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.
II. Del magistrato civile supremo e subordinato
Un Muratore è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori; poiché la Muratoria è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti ad incoraggiare gli uomini dell’Arte, a causa della loro tranquillità e lealtà; per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l’onore della fraternità che sempre fiorì nei tempi di pace. Cosicché se un Fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, non deve essere favorito nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice; e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere, egli non può venire espulso dalla Loggia ed il suo vincolo rimane irrevocabile.
III. Delle Logge
Delle qualità richieste per diventare libero muratore e degli scopi che si propone l’Ordine
Il nobile ardore che dimostrate, o Signori, per accedere all’illustrissimo e antichissimo ordine dei Liberi Muratori, è una prova certa che voi possedete già tutte le qualità richieste per diventarne i membri. Queste qualità sono la Filantropia saggia, la morale pura, il segreto inviolabile e il gusto delle belle arti.
La filantropia, ovvero l’amore per l’umanità
Licurgo, Solone, Numa, e tutti gli altri Legislatori politici non hanno potuto rendere le loro costruzioni durevoli; qualunque saggezza abbiano contenuto le loro leggi, esse non hanno potuto estendersi a tutti i paesi, né convenire al gusto, al genio e all’interesse di ogni Nazione. La Filantropia non era la loro base. L’amor di patria malinteso e spinto all’eccesso distruggeva sovente in queste Repubbliche guerriere l’amore dell’umanità in generale. Gli uomini non si distinguono in essenza per la differenza delle lingue che parlano, delle vesti che portano, dei paesi che occupano, ne per le dignità delle quali son rivestiti. IL MONDO INTERO NON È CHE UNA GRANDE REPUBBLICA, DELLA QUALE OGNI NAZIONE È UNA FAMIGLIA, E OGNI PARTICOLARE UN FIGLIO. È per far rivivere e diffondere queste massime comprese nella natura dell’uomo che la nostra Società fu stabilita. Noi vogliamo riunire gli uomini di spirito illuminato e di umore piacevole, non solo con l’amore delle belle arti, ma ancor di più coi grandi principi di virtù, di modo che l’interesse della Fratellanza diventi quello dell’intero genere umano, e in essa tutte le Nazioni possano attingere a conoscenze solide, tutti i sudditi dei differenti Regni possano ispirarsi l’un l’altro senza gelosia, vivere senza discordia, ed amarsi teneramente senza rinunciare alla Patria. I nostri antenati, i Crociati, riuniti da tutti i luoghi della Cristianità In Terra Santa, in questa maniera vollero riunire in una sola Fratellanza i sudditi di ogni Nazione. Qual debito abbiamo verso questi Uomini superiori! che, senza grossolano interesse, senza ascoltare la naturale inclinazione al dominio, hanno immaginato uno stabilimento il cui unico scopo è la riunione di spiriti e cuori, per migliorarli e formare nel corso dei tempi UNA NAZIONE SPIRITUALE dove, senza derogare ai doveri che le differenze di stato esigono, si creerà un popolo nuovo il quale, prendendo da molte nazioni, tutte in qualche modo le supererà coi legami della virtù e della scienza.
La sana morale
Lettera enciclica ai venerabili fratelli patriarchi primati arcivescovi vescovi e agli altri ordinari aventi con l’apostolica sede pace e comunione
«Condanna delle sètte ostili alla Chiesa e alla fede»
LEONE PP. XIII
VENERABILI FRATELLI, SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE
Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si ribellò sventuratamente a Dio creatore elargitore de’ doni soprannaturali, si divise come in due campi diversi e nemici tra loro; l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo; e chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute, deve servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figlio di Lui. Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusano di obbedire all’eterna e divina legge, e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio. Questi due regni, simili a due città che con leggi opposte vanno ad opposti fini, con grande acume di mente vide e descrisse Agostino, e risali al principio generatore di entrambi con queste brevi e profonde parole: “Due città nacquero da due amori; la terrena dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio, la celeste dall’amore di Dio fino al disprezzo di sé (De Civit. Dei, lib. XIV, c. 17).
In tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l’una contro l’altra con armi e combattimenti vari, benché non sempre con l’ardore e l’impeto stesso. Ma ai tempi nostri i partigiani della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che larga mente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove. Imperocché senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a viso aperto a rovina della Santa Chiesa, con proponimento di spogliare affatto, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da Gesù Cristo nostro Salvatore.
Gemendo su questi mali, spesso, incalzati dalla carità, Noi siam costretti a gridare a Dio: “Ecco, i nemici tuoi menano gran rumore e quei che t’odiano hanno alzato la testa. Hanno formato malvagi disegni contro i tuoi santi. Hanno detto: venite, e cancelliamoli dai numero delle nazioni” (Psalm. XXXII, 2-5).
In sì grave rischio, in sì fiera ed accanita guerra al Cristianesimo, è dover Nostro mostrare il pericolo, additare i nemici, e resistere quanto possiamo ai disegni ed alle arti loro, affinché non vadano eternamente perdute le anime che Ci furono affidate, e il regno di Gesù Cristo, commesso alla Nostra tutela, non solo stia e conservisi intero, ma per nuovi e continui acquisti si dilati in ogni parte della terra.



