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Studi Orientali
Tra gli errori specificamente moderni che abbiamo avuto spesso l’occasione di denunciare, uno di quelli che si oppongono più direttamente a qualsiasi vera comprensione delle dottrine tradizionali è quello che si potrebbe chiamare « storicismo », il quale non è altro, in fondo, che una semplice conseguenza della mentalità « evoluzionista »: esso consiste, in effetti, nel supporre che ogni cosa abbia dovuto avere inizio nella forma più rudimentale e grossolana, e poi subire una elaborazione progressiva, tanto che l’uno o l’altra concezione sarebbe apparsa in un momento determinato e tanto più tardi quanto più è giudicata d’ordine elevato, ciò implicando che essa non può essere che « il prodotto di una civilizzazione già avanzata », secondo una espressione divenuta così corrente che è talvolta ripetuta meccanicamente anche da coloro che tentano di reagire contro una tale mentalità, ma che hanno solo delle intenzioni « tradizionaliste » senza alcuna vera conoscenza tradizionale. A questo modo di vedere, conviene opporre nettamente l’affermazione che, al contrario, è all’origine che tutto ciò che appartiene al campo spirituale e intellettuale si trova in uno stato di perfezione, dal quale, in seguito non fa che allontanarsi gradualmente nel corso dell’« ottenebramento » che accompagna necessariamente ogni processo ciclico di manifestazione; questa legge fondamentale, che dobbiamo qui accontentarci di ricordare senza entrare in dettagli più approfonditi, è sufficiente, evidentemente, per ridurre a nulla tutti i risultati della sedicente « critica storica ». Si può anche notare che quest’ultima implica il partito preso ben definito di negare qualsiasi elemento sovra-umano, di trattare le dottrine tradizionali stesse alla maniera di un « pensiero » puramente umano, del tutto paragonabile, a questo proposito, a ciò che sono la filosofia e le scienze profane; con questo punto di vista non è possibile alcun compromesso e, del resto, è in realtà proprio questo « pensiero » profano ad essere di data assai recente, non essendo potuto apparire che come « prodotto di una degenerazione già avanzata », come potremmo dire ribaltando in senso « anti-evoluzionista » la frase prima citata.
Intervista a Isaac Tigrett
Scritto da CHANDRA DEVI
lunedì 10 maggio 2010
SRI SATHYA SAI BABA °
Domanda:
Nel passato lei ha avuto molto successo negli affari, ha ottenuto la ricchezza molto giovane ecc... Malgrado tutte le tentazioni materiali che cosa l'ha veramente guidato in seno alla spiritualità e l'ha fatto rimanere?
Risposta:
Ecco una domanda facile. Sai Baba non vuole che voi non abbiate il successo, non vuole che siate infelici o che viviate una vita austera. Vuole che viviate nel mondo, però distaccati dal mondo.
Emanate la vibrazione positiva, esprimete i cinque valori vedici nelle vostre attività; io l'ho fatto e li ho applicati in tutto ciò che facevo. Quando entrava qualcuno nei miei affari che emanava vibrazioni negative, anche se era un genio, lo lasciavo andare via. Avrebbe potuto fruttarmi molto denaro, ma non era la persona adatta per me. Bisogna semplicemente usare i cinque valori vedici come ultimo test per tutto quello che fate e se le persone non superano la prova, si lasciano andare. Swami vuole che abbiate successo, vuole che siate felici, non vuole che siate austeri e impauriti. Quello che lo disturba di più è che tutti questi devoti abbiano paura di Lui!



