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Scienza ed esoterismo

Pubblicato 2011-12-12 Scritto da Alfonso Bonacina
Categoria principale: Articoli
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Se ipotizziamo che tutto segue un'unica logica, in cui gli errori generano complicazioni e confusioni e la persistenza negli errori genera incomprensioni e divisioni; allora la MATERIA, base su cui tutto si svolge e con cui si comunica e si ragiona, si forma seguendo la logica più semplice; da apparire persino banale, una volta partiti dall'inizio, e "memore" dei suoi sviluppi precedenti, nella ricerca delle successive forme di evoluzione.

   Ogni cosa, per esistere, ha bisogno di spazio e di tempo insieme, ed ha un inizio ed una fine. Ecco perché lo spazio-tempo è una cosa sola e, in qualsiasi ordine di grandezza, è finito, "discreto". Ma bisogna considerare che il tempo è la prima dimensione (la numero zero), non la quarta, perché è uguale per tutto e tutti; altrimenti non ci sarebbe possibilità di comunicazione, ed è per questo che non può tornare indietro: non si riconoscerebbe la forma spaziale che si è potuto quantificare prima perché non se ne avrebbe memoria (che è lo stesso) e non si potrebbe progredire.

   Del resto, è ben più logico pensare che Albert EINSTEIN avesse inteso dire NON che "tutto è relativo"; bensì che "TUTTO E' RELAZIONABILE!". La struttura dello spazio-tempo fornisce quindi la coscienza della prima razionalizzazione: la Geometria (per cui il motto di Platone), ed ha la sua forma più semplice: il TETRAEDRO.

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Pubblicato 2011-12-12 Scritto da Luciana Petruccelli
Categoria principale: Articoli
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"Tra il mondo contemporaneo e l'antichità sudamericana è calata una cortina impenetrabile. Tutte le tribù indie hanno ereditato le loro tradizioni da una grande civiltà remota, da un popolo misterioso che ha lasciato resti giganteschi. Con l'aiuto di molti dati che ho già raccolto, intendo far luce nel buio che circonda la storia di quel continente, perché sono convinto che laggiù giacciano, tuttora nascosti, i più grandi segreti del passato".

 

   Così aveva dichiarato l'esploratore e topografo inglese Percy H. Fawcett nel 1925, alla vigilia della partenza per la sua quarta spedizione nell'America del sud, sponsorizzata dalla Royal Geographical Society. Ma quando credeva di essere sul punto di raggiungere il primo obiettivo, come aveva scritto nella sua ultima lettera alla moglie, era scomparso misteriosamente nelle foreste del Mato Grosso, in Brasile, con i suoi compagni di avventura, il figlio maggiore Jack e Raleigh Rimmel.

   Furono organizzate molte spedizioni, che purtroppo non ebbero esito positivo, per scoprire la causa della fine tragica e inspiegabile dei tre sfortunati esploratori, ma nessuno più tentò di portare a termine la loro ricerca.

 

   Eppure una scoperta che potrebbe aprire uno spiraglio nella cortina impenetrabile di cui parlava Fawcett, e confermare l'esattezza della sua ipotesi, c'è stata.

   Dove? Naturalmente nel paese più magico e misterioso dell'America del sud: il Perù. E proprio in Perù, negli ultimi anni molti ritrovamenti hanno riportato alla luce altre splendide testimonianze delle antiche civiltà precolombiane, anche con l'aiuto di missioni archeologiche italiane, però di quella scoperta non si parla, perché troppo scomoda e inspiegabile per essere accettata da un buon numero di studiosi, ancora tenacemente aggrappati alle teorie dominanti sull'evoluzione dell'uomo.

  

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Pubblicato 2011-07-14 Scritto da Paolo Battistel
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La nuova alba di Göbekli Tepe

Un mondo perduto di 12˙000 anni fa sepolto dai suoi costruttori

gobekli_tepe02_02Quando Klaus Schmidt raggiunse la base di quella singolare “collina con la pancia” nella cui arida cima cresceva uno Ziyaret, un albero dei desideri venerato dalle genti locali, divenne subito evidente al suo team di archeologi che quel luogo, che si ergeva sul paesaggio circostante «come un masso erratico», poteva solo essere opera dell’uomo. Quella collina artificiale che si innalzava in una piana di terra calcarea doveva nascondere la mano dell’uomo, ma mai nessuno poteva immaginare che nel suo ventre si celassero i più antichi templi costruiti dalla razza umana. Monumenti maestosi e imponenti che hanno iniziato ad essere eretti intorno al 10˙000 a.C. e destinati a frantumare le fondamenta della storia.

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Pubblicato 2011-12-06 Scritto da Flavio Barbiero
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La durata dell'anno solare, secondo le più moderne misurazioni, è di 365,2422 giorni.

   L'anno giuliano ha una durata media di 365,25 giorni, ottenuta alternando un anno bisestile di 366 giorni a tre di 365. Esso quindi risulta leggermente più lungo dell'anno solare, il che provoca uno sfasamento fra di essi di un giorno e 86 secondi ogni 128 anni.

   Sarebbe sufficiente saltare un anno bisestile ogni 128 anni per ottenere un calendario perpetuo avente uno scarto medio annuo rispetto all'anno solare dell'ordine di 1 secondo. (Ciò significa che dovrebbero trascorrere più di 80.000 anni prima che si accumulasse uno sfasamento pari ad 1 giorno. Il calendario civile attuale, invece, è basato sul ciclo Liliano, che prevede dì saltare 3 anni bisestili ogni 400 anni. Lo scarto rispetto all'anno solare risulta di 2 ore e 53 primi ogni 400 anni, 25 volte superiore che nel primo caso, tanto che sono sufficienti 3.300 anni per accumulare una differenza di 1 giorno).

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Pubblicato 2011-03-03 Scritto da Focus Storia
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I giganti del Mediterraneo
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